martedì, novembre 25, 2003

Però che meravigliose notizie...


L'FBI scheda i pacifisti americani come «terroristi». Protesta per i diritti civili in USA
di Roberto Rezzo

da L'Unità del 23 novembre 2003 www.unita.it

L’FBI ha ammesso di schedare chi partecipa alle manifestazioni contro la guerra. Informazioni dettagliate vengono raccolte sugli organizzatori in collaborazione con le forze di polizia locali, nel tentativo di identificare e isolare «pericolosi estremisti». Il New York Times è entrato in possesso di un memorandum riservato che l’agenzia investigativa federale ha fatto pervenire alle autorità di Washington e San Francisco in occasione delle proteste svoltesi il 25 ottobre scorso, quando decine di migliaia di persone hanno sfilato per chiedere l’immediato ritiro delle truppe USA dall’Iraq. Nel documento vengono analizzate le modalità con cui si organizzano le manifestazioni, e i canali di comunicazione Internet normalmente usati dal movimento per la pace. L’FBI cita «campi di esercitazione» dove verrebbero svolte le «prove generali» delle manifestazioni, utilizzando un linguaggio che fa pensare più a una guerriglia clandestina che alle manifestazioni di piazza viste in tutto il Paese, cui hanno preso parte famiglie con bambini, pluridecorati veterani di guerra, organizzazioni sindacali, gruppi religiosi e stelle del cinema.

«Siamo interessati a individui, gruppi e organizzazioni terroristiche che potrebbero commettere direttamente o appoggiare in qualche modo atti di violenza – ha dichiarato ieri Bill Carter, un portavoce dell’FBI – Cerchiamo di raccogliere informazioni su attività criminali, e questo non ha alcun effetto sul diritto di protesta che la Costituzione riconosce a ogni cittadino americano». Rassicurazioni poco convincenti, perché il memorandum dell’agenzia accomuna attività criminose, come l’utilizzo di documenti falsi, ad altre perfettamente legittime, come cercare di far partecipare il maggior numero possibile di persone a una manifestazione. I siti online delle organizzazioni pacifiste finiscono insieme a quelli dove vengono vendute maschere anti-gas per proteggersi dai lacrimogeni della polizia. Eppure nessuna delle sigle che hanno organizzato la protesta risulta sotto accusa per commercio di articoli paramilitari.

L’American Civil Liberties Union, insieme ad altre organizzazioni per la difesa dei diritti umani, denunciano che è in atto un grave attacco alle libertà costituzionali. «Il comportamento dell’FBI dimostra che la linea di confine fra terrorismo e disobbedienza civile è stata cancellata». Herman Schwartz, illustre docente di diritto costituzionale all’American University, ha avanzato profonde riserve circa la legittimità di queste indagini: «Servono a scoraggiare la partecipazione della gente alle manifestazioni. Sono un atto intimidatorio. L’FBI sa bene che nessuno ha voglia di finire schedato con nome cognome e tanto di fotografia nei suoi archivi».

L’opposizione accusa l’amministrazione di Bush di spingere il Paese agli anni ’60, quando l’FBI, allora diretta da Edgar Hoover, infiltrava il movimento per i diritti civili di Martin Luther King e manovrava per screditare gli avversari politici del governo. Gli abusi di quegli anni, noti sotto il nome del famigerato programma Cointelpro, spinsero il Congresso a imporre restrizioni sulle indagini dell’FBI tra le forze politiche. Restrizioni che lo scorso anno il segretario alla Giustizia John Ashcroft ha di fatto cancellato con il suo Patriot Act, il corpo di leggi d’emergenza varato dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre.

Intanto la polizia di Miami finisce sotto accusa per la repressione della protesta contro il vertice sul libero commercio di giovedì scorso. «Ingiustificato uso di violenza», denunciano i manifestanti. Le autorità si difendono: «Volevamo evitare che si ripetessero i disordini di Seattle».

 

 





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martedì, novembre 25, 2003

Ricevo e volentieri pubblico... sottoscrivete anche voi!

Sul sito della NCADP (National Coalition to Abolish the Death Penalty) e' stato pubblicato l'appello per cercare di fermare l'esecuzione di Ivan Ray Murphy, di madre Cherokee e padre bianco,
La data di esecuzione è stata fissata per il 4 dicembre 2003.
Collegandovi a questo indirizzo http://capwiz.com/ncadp/issues/alert/?alertid=4205506 potrete inviare messaggi gia' pronti alle autorita' competenti.
Per favore, contattate il Governatore Perry e chiedetegli di commutare la condanna a morte di Ivan Ray Murphy e di imporre una moratoria sulle esecuzioni.
Eccovi in breve qualche informazione sul caso:
Lo stato del Texas si appresta a giustiziare il 4 dicembre 2003 Ivan Ray Murphy per la rapina e l'omicidio di Lula Mae Dennison avvenuti nella contea di Grayson. Il signor Murphy e' stato giudicato colpevole unicamente sulla base della testimonianza di un detenuto informatore
della polizia che ha peraltro gia' ritrattato la sua dichiarazione iniziale.
Il signor Murphy, come la stragrande maggioranza degli imputati in casi capitali, non fu adeguatamente difeso dai propri legali [d'ufficio].
In appello [Murphy] cerco' di presentare nuove prove e chiese l'esame di questioni irrisolte basate unicamente sui fatti. Dopo una revisione superficiale la Corte decise di non riesaminare il caso nonostante il dissenso di 4 giudici che, esprimendo il loro parere di minoranza, scrissero: "[.] poiche' la prima istanza (di appello) rappresenta sostanzialmente l'unica opportunita' che un condannato ha per [richiedere] una revisione della condanna emessa nei suoi confronti [habeas corpus], il giudice in habeas dovrebbe essere agire in modo particolarmente coscienzioso ed esaminare adeguatamente l'istanza". Se il signor Murphy fosse stato in grado di assumere per la sua difesa un legale privato, probabilmente non sarebbe mai stato condannato a morte.
Ogni 3 imputati indigenti accusati di crimini capitali 1 viene condannato a morte se il suo caso non viene seguito adeguatamente da avvocati competenti. Nonostante cio', in nessuna delle 9 giurisdizioni texane sono stati ancora definiti gli "standard di valutazione" al fine di determinare quali avocati sono qualificati e in grado di essere nominati per la difesa nei casi capitali. Inoltre, molte contee non assegnano fondi a sufficienza per le spese investigative e gli esperti.
Gli standard di difesa in Texas sono molto al di sotto degli standard previsti dall'Ordine americano degli Avvocati, riconosciuti dalla Corte Suprema nell'esame dei casi capitali. E' assurdo continuare a giustiziare persone alla luce di questa ingiustizia.
Per favore, scrivete in molti!
 
Grazie.
 
Arianna Ballotta
Presidente della Coalizione Italiana Contro la Pena di Morte
 
www.coalit.org















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venerdì, novembre 21, 2003

Da oggi è disponibile l'unplugged del Liga "Giro d'Italia" anche in versione limitata con tre CD (gasp!)

Cosa ci fai
In mezzo a tutta
Questa gente
Sei tu che vuoi
O in fin dei conti non ti frega niente
Tanti ti cercano
Spiazzati da una luce senza futuro.
Altri si allungano


Vorrebbero tenerti nel loro buio
Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai


Perche' ti tiene su soltanto un filo, sai
Tieniti su le altre stelle son disposte
Solo che tu a volte credi non ti basti
Forse capitera' che ti si chiuderanno gli occhi ancora
O soltanto sara' una parentesi di una mezz'ora


Ti brucerai
Piccola stella senza cielo.
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
Dietro a una scia un soffio, un velo
Ti staccherai
Perche' ti tiene su soltanto un filo, sa



































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mercoledì, novembre 19, 2003

Senza parole: la seconda classifica della libertà di stampa nel mondo

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mercoledì, novembre 19, 2003

Per un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Cecenia

Appello al Segretario generale e ai Capi di Stato e di Governo dei paesi membri delle Nazioni Unite: clicca qui

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domenica, novembre 16, 2003

"Leggende" di Cecenia...

Tanto per rispondere al nostro "beneamato" presidente del Consiglio, al suo compagno "di merende" Vladimir Putin (e anche per non scendere in piazza solo contro la guerra in Iraq) cliccate qui

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domenica, novembre 16, 2003

La frase del giorno

"If you have an apple and I have an apple and we exchange apples
then you and I will still each have one apple.
But if you have an idea and I have one idea and we exchange these ideas,
then each of us will have two ideas"
George B. Shaw






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venerdì, novembre 14, 2003

Un post davvero intelligente del "mitico" Napoorsocapo...

IL DANNO E' FATTO, ORA MEGLIO RESTARE IN IRAQ CON L'ONU

Ritenevo sbagliata la guerra in Iraq e ritengo che sia stato uno sbaglio anche ora. Ma la guerra c'è stata, e il dopoguerra è quasi peggio, non solo per gli almeno 12 morti italiani di oggi né per quelli quotidianamente registrati tra le fila statunitensi.
Ora, dunque, non ha senso abbandonare il paese in preda alle convulsioni e ai rischi di una guerra civile, sperando che serva comunque a qualcosa. E premendo affinché siano realmente le Nazioni Unite a gestire la transizione verso l'autogoverno iracheno, non gli Stati Uniti. Perché questo avvenga, sarebbe utile che l'Unione europea assumesse una posizione comune.
La posizione del governo italiano non è un aiuto, è un impaccio. Per fortuna il semestre di presidenza è agli sgoccioli.
Piuttosto che chiedere il rimpatrio dei militari italiani - che sono militari, appunto, e volontari - quasi quasi bisognerebbe chiedere (se non fosse che poi il centrodestra gli farebbe muro attorno), le dimissioni del ministro della Difesa Antonio Martino, cioè colui che meno di un mese fa, il 15 ottobre scorso, aveva detto che il contingente italiano in Iraq, schierato nel sud del paese, deve affrontare soprattutto problemi di ordine pubblico, piuttosto che temere atti di "terrorismo".






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venerdì, novembre 14, 2003

Che tristezza...

A volte stento a credere che si possano dire certe cose... eppure le ho lette nero su bianco girando per internet in questi ultimi due giorni dopo gli eventi di Nassiryah. Ci sono parole che non vorrei mai aver sentito, parole che fanno male, parole dette con grande superficialità ed ignoranza rispetto all'argomento di cui si parla. Che gusto c'è nel denigrare i 19 uomini morti a Nassiryah, che gusto c'è nel dire "ve l'avevamo detto" o addirittura "ben vi sta"? Certo è la guerra, ma quei ragazzi (e molti di loro non erano ragazzi da tempo, ma uomini fatti e finiti con una carriera ed una forte motivazionealle spalle) lo sapevano meglio di noi. Credete davvero che vengano addestrati a fare bum bum con la bocca o con il fucile giocattolo e che si aspettino di essere accolti a braccia aperte nei luoghi dove vanno? Forse non sapete che chi va in missione di peacekeeping (per quanto opinabile sia l'uso di questo termine in questa situazione) viene preparato sotto diversi aspetti, dall'approccio sociologico a quello comunicativo e finanche alla possibilità di non tornare indietro. Che senso ha prendersela con loro? Non sono eroi e non vogliono esserlo. Fanno solo il loro lavoro ma - attenzione - non si limitano ad ubbidire come facevano i soldati tedeschi nella seconda guerra mondiale... Loro pensano e credono in quello che fanno per il bene delle comunità in cui vanno ad operare.

Potete non essere d'accordo con le loro posizioni (anch'io spesso non lo sono pur lavorando con loro gomito a gomito), potete dubitare su alcune delle strategie da loro messe in atto, sugli strumenti che utilizzano, ma dovete rispettarli. E' facile parlare rimanendo dietro una tastiera e lo schermo di un Pc, è facile decidere cosa sia giusto e cosa sbagliato senza conoscere i meccanismi interni a certe situazioni... E' fin troppo facile... Ma il loro lavoro è fondamentale. Andate in Kossovo a vedere quello che hanno fatto i nostri soldati, andate in Bosnia, andate laddove hanno ricostruito fianco a fianco con le popolazioni locali, creando strutture nuove, ripristinando quelle vecchie andate distrutte.

Non devo necessariamente condividere tutto ciò in cui credo con loro (e La Piovra lo sa bene ; )), ma so di poter collaborare, so di poter parlare, so di poter comunicare. La guerra in Iraq è stata condotta in maniera, per me, sbagliata ed iniqua dagli Stati Uniti e non mi piace che Berlusconi appoggi incondizionatamente Bush (come non mi piace che vada in giro a raccontare che i massacri in Cecenia sono una leggenda... anzi MI FA SCHIFO!!!), ma ora che è stata fatta non si può abbandonare quel paese, bisogna condurlo verso una transizione democratica, verso libere elezioni, verso la pace e la pacificazione, e tutto questo non può essere fatto se non viene garantita la sicurezza nel paese. Sicurezza che al momento solo le forze armate, preferibilmente quelle non direttamente identificate con le potenze occupanti, possono garantire...

 

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giovedì, novembre 13, 2003
Attualmente tra Baghdad, Bassora e Nassyriah ci saranno 10 o 15 miei amici... A differenza di molti di voi, io non ho bisogno di veder morire i nostri soldati per conoscere il loro operato... Conosco la questione "dall'altra parte", so cosa c'è nei loro cuori e nei loro desideri. Fino a 15 giorni fa nell'ex Camera di Commercio distrutta ieri nell'attentato kamikaze si trovava anche il mio migliore amico... Tutta gente con cui ogni giorno discuto, litigo, mi scontro per ideologie differenti e schemi mentali a volte un po' distanti (e non solo per colpa loro), ma anche tutta gente che ha lavorato e lavora per la pace.

I nostri soldati in Bosnia, in Kossovo, in Etiopia ed Eritrea, a Timor Est sono realmente quelli che piacciono di più. E non solo perchè siamo "italiani brava gente" ma perchè, il più delle volte, noi andiamo in quei paesi rispettando la popolazione locale, non facendoli sentire come se fossimo i maestri venuti ad insegnare loro la verità, la via e la vita. E quando sbagliamo, come in Somalia, paghiamo molto di più di quanto non facciano i soldati americani, francesi o inglesi...

Gli iracheni sono contenti di non avere più Saddam Hussein ma non vogliono gli americani, e purtroppo con la nostra politica estera attuale noi siamo stati equiparati a Bush e al suo governo di - lasciatemelo dire - delinquenti. Gli americani sono l'unico paese che poteva condurre questa guerra (io ero contraria ma adesso è inutile continuare a dire "io l'avevo detto" o "se non fosse stata fatta"... ormai è andata e non si può più tornare indietro), ma non sono loro a poter portare avanti la pacificazione interna e la ricostruzione.

Negli anni '80 nel corso della missione in Libano americani e francesi furono vittime di due atroci attacchi kamikaze in cui persero la vita oltre trecento soldati. Il nostro contingente guidato dal generale Angioni era lì a fianco ma non subì alcuna perdita, non venne attaccato... perchè da sempre l'Italia ha avuto ottimi rapporti con i paesi arabi (talvolta anche troppo forse) e non vi era un'identificazione del nostro paese con il nemico. Ora tutto è cambiato e dobbiamo chiederci perchè. Dobbiamo capire come il nostro governo (anche l'opposizione che ieri si cimentava ai microfoni di talk show improponibili...) possa spacciare Antica Babilonia come un'operazione di peacekeeping quando non ci sono i presupposti. Nelle condizioni attuali e fintanto che gli americani rimarranno la potenza egemone in Iraq non sarà possibile proseguire con la pacificazione. Anche se sembra chiudere la porta dopo che il gatto è scappato, è l'ONU e i paesi che non hanno partecipato al conflitto che devono guidare tale processo e soprattutto questo deve servire di lezione per il futuro: la democrazia non si può imporre con le armi.... o almeno non solo...

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venerdì, novembre 07, 2003

Che notizia è?

Che notizia è "Black Hawk colpito, 6 morti. L'Iraq fa più vittime del Golfo?". Oggi sono letteralmente inc....zata e - per la fortuna di molti - ho trovato con chi prendermela: con il sito di Repubblica. Ma perchè i giornali (e i relativi siti internet) danno notizie soltanto in toni esaltati? Sembra quasi che tutti i giornalisti si siano fatti di Nandrolone o di Prozac in quantità non regolari... Strano che invece di Black Hawk colpito non abbiano scritto Black Hawk Down con toni decisamente più holliwoodiani. E che dire poi dei continui riferimenti all'operazione Restore Hope in Somalia (cui si fa riferimento per l'episodio dell'altro Black Hawk abbattuto) senza spiegazioni, con pochissima cognizione dei fatti, con scarsa capacità di gestire l'argomento... Basta sono stufa di questo giornalismo sensazionalistico, che tratta la guerra in Iraq alla stregua dell'eliminazione di uno dei protagonisti dell'Isola dei Famosi. Senza dirci davvero nulla, senza farci conoscere ciò che realmente avviene, senza capire che ormai il ruolo dei giornalisti (visto che riportare l'informazione in maniera obiettiva mi sembra ormai pura utopia!!) può e deve essere quello di costruttori di pace, di realizzatori di un percorso di informazione partecipativa e comune che tracci le linee di sviluppo per la ricerca di un "terreno comune"... E pensare che stiamo parlando di Repubblica che pure è uno dei giornali migliore... Figuriamoci il resto!

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domenica, novembre 02, 2003

Oggi mi sento Baggio...

Baggio, il re del mobbing

Segna gol letterari da quando al governo c'era Andreotti. Ha un fisico esile ma integro, in mezzo a tanti colossi di cartavelina. Non sparla mai di nessuno. I compagni lo ammirano. I tifosi lo applaudono, compresi quelli avversari. I presidenti si svenano per ingaggiarlo. Ma allora perché Baggio e' sempre così precario, al punto che nemmeno le prodezze dell'ultimo spareggio basteranno a salvargli il posto all'Inter e a trovargliene uno in Nazionale? Non e' solo la retorica del talento ucciso dalla burocrazia dei mediani di spinta cari a Ligabue. Grandi "numeri 10" come Veron e Del Piero, nessun allenatore si sogna di sbatterli in panchina. nel destino eternamente incompiuto di Baggio c'e' il segreto di un'identificazione che travalica le gesta sportive. Non esiste eroe in cui gli italiani si riconoscano di più. Dal presidente di multinazionale al friggitore di patatine, tutti si sentono utilizzati poco e comunque peggio di qualcun altro, meno brillante e preparato. Non e' questione di soldi (per Baggio meno che mai). E' la sensazione che a loro, come a lui, manchi quella cattiveria sul lavoro, quella spregiudicatezza ossessiva mescolata a sapienti dosi di servilismo che permette agli  "altri" di sfondare. Salvo scoprire che certe carriere si pagano con la perdita di rispetto per se stessi. Baggio non ci ha rinunciato mai. E' anche per questo che piace.

Massimo Gramellini, La Stampa, 25 maggio 2000

 

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domenica, novembre 02, 2003

Cosa c'è che non va?

Vai sul sito di repubblica e in pochi minuti ti sembra di aver sbagliato mondo, secolo, persino pianeta... I cittadini dell'Unione Europea pensano che la vera minaccia alla pace sia costituita da Israele. Un elicottero americano viene abbattuto in Iraq e 15 soldati che se ne andavano in licenza perdono la vita... E da qualche parte c'è qualcuno che esulta. Esulta perchè crede che avendo trovato a chi dare la colpa (israeliani, americani, etc.) abbia risolto tutti i suoi problemi... Ma cosa ha risolto? in questo modo non si fa altro che perpetuare l'odio, il dolore, la sofferenza... se non si interrompe la spirale non riusciremo mai ad uscire da nulla. Se continuiamo ad alimentare l'odio sarà sempre più difficile interrompere il ciclo della violenza, se continuiamo a costruire il nemico basandoci su stereotipi e pregiudizi (identificando Bush con gli americani, Sharon con gli israeliani e così via) non faremo altro che rafforzare la paura dell'"altro" per rafforzare la percezione del "noi". Anche quando l'altro è il nostro vicino di casa e condivide con noi gran parte delle attività quotidiane...

 

 

postato da: alzataconpugno alle ore 19:09 | Permalink | commenti (5)
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