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Reporting Saddam
Come la televisione ha raccontato la cattura dell’ex rais di Baghdad
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“Ladies and gentlemen, we got him!”. Con queste parole, pronunciate alle ore 13.00 italiane, il capo dell’amministrazione civile americana in Iraq, Paul Bremer, ha dato il via a una vera e propria kermesse televisiva in cui la cattura di Saddam Hussein è stata raccontata, interpretata e discussa sino all’inverosimile…
A essere sinceri la notizia aveva cominciato a circolare almeno due ore prima.. CNN, Fox, ABC, CBS, BBC, e SkyNews, giĂ poco prima delle 11.00 italiane, avevano provveduto a sconvolgere i loro palinsesti, trasformando la programmazione in breaking news continue, per informare gli spettatori di quanto era avvenuto nel corso della notte appena trascorsa (per noi italiani e per gli iracheni) 15 chilometri a sud di Tikrit.
Storia a se le reti italiane. Canale 5 ha continuato a trasmettere la finale della coppa Intercontinentale di calcio tra Milan e Boca Junior limitandosi al passaggio di una sovrascritta e a un intervento di Mentana durante l’intervallo; Rai1 ha interrotto le trasmissioni per un’edizione straordinaria del telegiornale durata poco meno di un’ora; più coraggiosa La 7 che – forte di una vocazione informativa di tutto rispetto – ha funzionato da ripetitore nazionale (con utile traduzione) delle immagini provenienti da CNN, Al Jazeera e Al Arabija. Praticamente assenti le altre reti…
Per i “divoratori” di notizie in tempo reale non è rimasto che il satellite. Regine nel Reporting Saddam, diametralmente opposte nella loro pur evidente somiglianza, sono state la Fox e la CNN. Le due televisioni statunitensi hanno raccontato la stessa storia, con le stesse immagini, negli stessi momenti ma come se ad osservarle fossero due persone differenti. Laddove la Fox annunciava con sicurezza l’avvenuta cattura del Rais, la CNN si mostrava più cauta attendendo il comunicato ufficiale. Gli anchormen della Fox non nascondevano il proprio entusiasmo, ai limiti dell’ostentazione, mentre i giornalisti della CNN continuavano a mantenere la loro proverbiale aplomb, la stessa di Bernard Shaw nel corso dei bombardamenti su Baghdad nel 1991. E se entrambe le reti hanno scelto come frase-leit motiv (quasi sempre presente alla base delle loro immagini) Capture of Saddam, la Fox è decisamente andata oltre con l’immagine di una bandiera a stelle e strisce sventolante in alto a sinistra del teleschermo: una vera e propria celebrazione della “vittoria dei nostri (il bene) su Saddam (il male)”.
E poi le immagini: quelle di Saddam ripreso durante i controlli medici – capelli lunghi e barba bianca, l’aria confusa ma l’espressione ancora fiera – riproposte in maniera continua ed ossessiva, quasi riproponendole fosse possibile svelare i misteri della vita del Rais e le vicende della sua cattura; quelle degli iracheni in festa, in gruppetti, a dire il vero, sparuti nelle strade di Baghdad; quelle delle conferenze stampa di Bremer, Blair, Bush, Odierno (comandante della task force protagonista della cattura). Immagini che sono state (e lo saranno ancora) riproposte non una ma mille volte, che diventeranno storia, ma che nella loro ripetizione ossessiva, nella loro pervasività finiranno con il perdere di significato e finire nell’oblio, in attesa che le televisioni trovino un’altra guerra e un altro dittatore da raccontare…